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Nel 1984 il relatore della legge finanziaria del governo Craxi che, di lì a un anno, avrebbe portato il debito pubblico da 234 a 289 mila miliardi di lire, si chiamava Sacconi. Che non è un omonimo dell’attuale ministro del Welfare: è sempre lui. E nel 1985 il relatore della finanziaria Craxi che, di lì a un anno, avrebbe portato il debito pubblico da 289 a 336 mila miliardi di lire, era ancora quel tal Sacconi. Lo stesso che l’altro giorno, mentre Brunetta sproloquiava alla presentazione della finanziaria e Tremonti gli dava del cretino, alzava il sopracciglio: “Io Brunetta manco lo sto a sentire”. Poi, naturalmente, tutti a prendersela con la “pesante eredità del passato”. Senza precisare che quel passato era targato (anche) Sacconi-Brunetta-Tremonti. Facce di bronzo al potere - l’Espresso